la nostra storia

a sinistra il piccolo mario con i genitori angelina e attilio
a sinistra il piccolo mario con i genitori angelina e attilio

Spaccanapoli è una profonda e brutalmente bella ferita nel ventre di Napoli. Un bisturi sembra aver disegnato questa strada che con un’occhiata collega due realtà inconciliabili: la collina del Vomero e Forcella. Di qua e di là, come punti di sutura, bancarelle di ortaggi, di pesce, negozietti e panni stessi al sole. La strada interseca a un certo punto la Pignasecca, tra i più colorati angoli della colorata mesta città. Al civico 23 si alza e si abbassa, mane e sera, da oltre 70 anni, la saracinesca di “Da Attilio”.A fondarla come Pizzeria Friggitoria, tra le due Guerre, nel 1938, Attilio Bachetti con la moglie Angelina. Alcune foto nel locale li ritraggono accanto al loro figlio Mario che, unico dei tre figli, ne seguì le orme affiancandoli nel ristorante pizzeria sin da ragazzino. Quando, nel 1970, Mario è venuto a mancare prematuramente, il locale, sua moglie e i suoi bambini, suo malgrado, si trovarono di fronte un incerto destino.

 

Fu allora che la signora Maria Francesca Mariniello, sua moglie, rimboccandosi le mani, decise che il locale che porta il nome del suocero non poteva chiuder battenti ma che, anzi, sarebbe stata la risorsa più preziosa per continuare, nel ricordo del marito, a portare avanti la famiglia. Oggi che il peggio è passato, i suoi ragazzi, che sin da piccolissimi la hanno seguita nell’impresa, sono poco più che quarantenni e le sono grati per la sua tenacia.

 

Attilio, pizzaiolo e friggitore, affiancato dallo storico collaboratore, il pizzaiolo Enzo Sannino, è al forno e in cucina a preparare le cose più delicate; mentre Angelina, sommelier dal 2007,mentre la madre cucina per il ristorante e sbriga la cassa, si prende cura dei clienti e raccoglie le comande.

 

Il locale conta 50 posti a sedere in un ambiente accogliente, caratterizzato da un’atmosfera familiare nella quale il sorriso è spontaneo e dilagante.

Mentre si aspetta di essere serviti lo sguardo scorre sulle pareti tappezzate di ricordi che la signora Maria Francesca mostra con piacere: le foto di famiglia e di vip in visita, uno dei primi menù che dimostra che già nel ’44 Da Attilio era già anche Ristorante, e centinaia di disegni e fumetti che i clienti lasciano sul tavolo prima di andar via (i primi sono degli anni Sessanta).

 

Il locale, che ha nella accoglienza del cliente e nella proposizione di una cucina fondamentalmente “di casa” i propri must, ha una clientela variegata e affezionata: professionisti, studenti e professori universitari;all’ora del pranzo; e artisti, coppie e comitive la sera o nel dopo-teatro. Costantemente presenti, gli stranieri, alcuni dei quali clienti fissi quando sono in città, tutti accolti con amabilità e professionalità da Angelina che parla correntemente l’inglese.

 

E’ lei raccontarmi che, negli anni, ciascuna categoria dei professionisti che frequentano il locale, sembra aver trovato, curiosamente e naturalmente, il proprio piatto o pizza preferita. Tornando a richiederla sempre. Cosi’ gli informatori del farmaco non si fanno mai mancare le classiche minestre della tradizione napoletana (pasta e fagioli, lenticchie, zucchine, zucca e cosi’ via, a seconda delle stagioni)- che sono il pezzo forte della cucina della signora Maria Francesca insieme alle paste fresche, alle carni arrostite e a una fantastica Cassata infornata – mentre gli architetti o aspiranti tali richiedono sempre la Pizza con la scarola fresca e la provola di Attilio e Enzo.

 

 

Tra gli altri cavalli di battaglia della Pizzeria ci sono la Pizza Carnevale (a forma di sole con il cornicione ripieno di ricotta e preparata, sulla falsa riga della Lasagna di Carnevale napoletana, con salsiccia, salsa e fiordilatte); la Pizza Giardiniera o “Malvano” (con verdure miste di stagione preparate alla griglia, trifolate o a funghetto); la Pizza Attilio (con 9 gusti); la Pizza con Pomodorino del Piennolo del Vesuvio e provola affumicata.

 

 

Le precedono i deliziosi Bacetti (una sorta di girella di pasta di pizza farcito con ricotta, provola e rucola e profumato con pepe nero e noce moscata) e la frittura della quale si occupa Attilio che si diverte a fare ogni giorno qualche chilo di pane frutto di una tripla fermentazione: arancini, crocchè e frittatine. Pizza e birra nazionale circa 12 euro. Per cenare, dall’antipasto al dolce, mediamente, poco più di 20 euro.

 

recensione di Monica Piscitelli